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Dal 23 luglio al 29 settembre 2019, al primo piano di Palazzo Reale a Milano, apre al pubblico la mostra Nanda Vigo. Light Project, a cura di Marco Meneguzzo.


Promossa dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo e Donatella Volonté, la mostra si inserisce nel percorso con il quale Palazzo Reale, per il quarto anno consecutivo, esplora nella programmazione estiva l’arte contemporanea, approfondendo e valorizzando il lavoro di maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi e il rapporto che hanno avuto con la città di Milano dove hanno vissuto, creato ed elaborato la propria ricerca, come nel caso specifico di Nanda Vigo.


2017, Nanda Vigo, "Global Chronotopic Experience", Spazio San Celso, MIlano, foto Marco Poma
2017, Nanda Vigo, "Global Chronotopic Experience", Spazio San Celso, MIlano, foto Marco Poma

Light Project è infatti la prima retrospettiva antologica dedicata da un’istituzione italiana a questa artista e architetto milanese che ha influenzato la scena artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni: attraverso l’esposizione di circa ottanta opere - tra progetti, sculture e installazioni - la mostra racconta l’eccezionale percorso di ricerca di una figura di assoluto rilievo nel panorama europeo, dagli esordi alla fine degli anni Cinquanta sino alle esperienze più attuali.

Protagonista del clima culturale milanese degli anni Sessanta, Nanda Vigo (Milano, 1936) inizia a realizzare i suoi Cronotopi dal 1962, in sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani al quale prese parte.

2013, Nanda Vigo "Lights Forever", Deep Space (cm 210x103,5x33,5), installation view, Galleria Allegra Ravizza, Lugano, foto Emilio Tremolada
2013, Nanda Vigo "Lights Forever", Deep Space (cm 210x103,5x33,5), installation view, Galleria Allegra Ravizza, Lugano, foto Emilio Tremolada

Partecipe delle avanguardie e dei gruppi dei primi anni Sessanta, Nanda Vigo elabora una personale ricerca incentrata sulla luce, la trasparenza, l’immaterialità, che devono costituire l’opera e lo stesso ambiente abitato dall’essere umano, e di cui i “cronotopi” sono la concretizzazione artistica. Uno chassis metallico racchiude vetri industriali, talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora della leggerezza, della mutazione, dell’immaterialità spirituale dell’arte e della sua percezione. Presto prendono le forme di veri e propri ambienti (alcuni realizzati in collaborazione con Lucio Fontana) e di specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere una impensata visione della realtà, mentre continua il lavoro di progettazione di design e di architettura (famosa la sua collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia, a Malo, del 1965, e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967). Gli anni Ottanta sono caratterizzati dall’adesione ai concetti del Postmodernismo, mentre la produzione successiva torna alla seducente algidità del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche.

In mostra saranno esposte opere e progetti che abbracciano l’intero arco di produzione dell’artista: fulcro del percorso espositivo sarà un affascinante ambiente cronotopico, che occuperà l’intera stanza degli specchi. Questo ambiente, in particolare, esprime la quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo: una situazione esistenziale che consenta di vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialità del quotidiano per riuscire a percepire fisicamente - per quanto possibile - una realtà più alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione, la smaterializzazione, la comunione con il “tutto”.

In occasione della mostra sarà pubblicata una monografia sull’opera di Nanda Vigo, a cura di Marco Meneguzzo, edita da Silvana Editoriale, che raccoglierà la più esaustiva antologia critica sull’artista realizzata fino a ora.


2018, Mostra "Skytracks", Trigger of the Space, installation view, Galleria San Fedele Milano, foto Marco Poma
2018, Mostra "Skytracks", Trigger of the Space, installation view, Galleria San Fedele Milano, foto Marco Poma

Nanda Vigo Light Project A cura di: Marco Meneguzzo

Periodo: 23 luglio - 29 settembre 2019

Orari di apertura: lunedì 14.30 - 19.30 - martedì, mercoledì e domenica 9.30 - 19.30

giovedì e sabato 9.30 - 22.30

Dove: Palazzo Reale, piazza del Duomo, 12 MILANO

Per tanti secoli in Occidente la parte oscura della dimensione umana è stata rappresentata dal demonio. Nella banalizzazione globale contemporanea di tutto quello che ha una storia, anche il diavolo non gode di grande considerazione. Esistono però lodevoli eccezioni.


The Devil Atlante illustrato del lato oscuro. 24 Ore Cultura
The Devil Atlante illustrato del lato oscuro. 24 Ore Cultura

Dare corpo all'invisibile di tale dimensione ha, secondo l'autore, trovato nei secoli differenti interpretazioni. Anche nel Novecento se ne possono esemplificare. Una è certamente la leggenda del bluesman Robert Johnson, di cui si diceva avesse stretto un patto col diavolo e protagonista dell'opera di Jean-Michael Basquiat. Il precipitare dell'angelo ribelle si può ritrovare nelle gocciolature di Lucifer, opera del 1947 di Jackson Pollock. Dagli anni Novanta Tony Oursler si è confrontato con il demonio in varie modalità. Anche il cinema e i videogiochi utilizzano il diavolo in senso di accumolo visivo. Un autore come Ronald Ventura in Shadow Blades (2016) ha ben presente questa influenza. Non mancano poi riferimenti all'arte del passato, come quella di Pieter Paul Rubens da parte di Ruben Pang. Il libro propone una disamina per forza limitata ma che è un viatico rilevante per comprendere come il demonio sia insito in peculiari creatività che attraversano i secoli.


- Stefano Taddei


Demetrio Paparoni

The Devil

Atlante illustrato del lato oscuro

24 Ore Cultura, pp. 381



Opens today the incredible exhibition “Forever Young” at Museum Brandhorst in Munich to celebrate its tenth birthday. As a museum with one of the most important collections of contemporary art in Europe, Museum Brandhorst celebrates on this May, 10 years of activity. Ten years in which a lot has happened and its collection of artworks has expanded considerably. Since its opening in May 2009, the collection has gone from 700 to 1200 works, with many masterworks by Andy Warhol, Bruce Nauman, Cady Noland, Cy Twombly and Wolfgang Tillmans.



Forever Young - Source: Museum Brandhorst's website

To celebrate its 10th anniversary, there will be a major exhibition called “Forever Young – 10 Years of Museum Brandhorst” , where everyone can admire incredible artworks from the museum’s collection: 190 works by 45 artists. From the early 1960s to today, the exhibition brings together works well-known from the past and recent acquisitions. An interesting insight into the development of art.



Museum Brandhorst's external building - Source: Museum Brandhorst's website

The exhibition will be articulated in three main themes: the first one is about the colours and the irony of Pop Art, particularly in its often overlooked political dimension, and in its dark side. The second one is about how capitalism changes society and shapes identity, in the controversial topic of subjectivity in the present era. The third and last one is more properly about art, particularly contemporary painting and the continual renewal of this traditional art form. Brilliant shows like “Painting 2.0: Painting in the information Age”, “Wade Guyton: Das New Yorker Atelier”, “Kerstin Brätsch: Innovation” and “Jutta Koether: Tour de Madame”, exhibited in these recent years in the museum, were dealing with this core theme.

Also, there will be many lectures, discussions, talks, workshops, exhibitions tours and performances, a lot of collateral events to the main exhibition. Art at 360 degrees, in every detail, in every nuance of it, for every enthusiast and curious.



Andy Warhol - Self portait, 1986 - © 2016 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York - Photo: Haydar Koyupinar, Bayerische Staatsgemäldesammlungen

Thanks to the wide range of partnerships, people can also listen to music, like “Ave Maria” from Giuseppe Verdi’s “Otello”, sung by Mirjam Mesak of the Bavarian State Opera Studio; or get fit with “Workout with Warhol”. Or dance, watch films, enjoy the gastronomic offerings. A wide variety of offers. Especially for the anniversary, the gallery presents Twombly’s rose paintings in its original form as envisaged by the artist.

All the people who are in the art world, as artists, curators, gallerists, collectors, art fans, but also general curious public are invited to this incredible event, which celebrates an important landmark for the museum, a milestone to celebrate the success of the past 10 years and to look forward to a promising future.



Cy Twombly - "Untitles (Roses)" 2008 - Photo: Haydar Koyupinar, Bavarian Staatsgemälde - Collections: Museum Brandhorst , Munich - © Cy Twombly Foundation

Forever Young – 10 Years of Museum Brandhorst

Period: 24 May 2019 – 1 April 2020

Opening hours: Sunday, Tuesday, Wednesday, Friday, Saturday: 10 am to 6 pm

Thursday: 10 am to 8 pm

Closed on Mondays

Admission to the museum will be free for the first weekend , 25 – 26 May.

Where: Museum Brandhorst

Kunstareal Theresienstrasse 35 a

80333 Munich – Germany

Entry: regular 7 €, reduced 5 €, Sunday 1 €


- Giulia Zamponi

 
 
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